Molti hanno conosciuto Panificio San Giuseppe grazie alla vittoria al programma televisivo “Il Forno delle Meraviglie” nel 2025. Ma dietro a quel riconoscimento c'è una storia che parte molto prima, precisamente dal 1986, nel quartiere Nesima Superiore di Catania.
«Il panificio è dei miei genitori dal 1986. Io ho sempre lavorato all'interno del panificio da piccolino, già dall'età di 5-6 anni impastavo. Ci sono cresciuto dentro.»
Oggi Sebastiano Scuderi porta avanti l'attività di famiglia insieme alla moglie, raccogliendo un'eredità costruita in quasi quarant'anni di lavoro.
«È passato dai miei genitori a me il panificio.»
Una continuità che si traduce anche nei valori che guidano ancora oggi il laboratorio.
«Sicuramente la tradizione, le ricette storiche di famiglia. Ho portato un po' di innovazione, però sempre tenendo ben salde le radici, perché il nostro è un forno di quartiere. Portiamo innovazione però stiamo sempre nella tradizione, nella storicità dei nostri prodotti.»
Grani siciliani e farine storiche per una produzione che accompagna tutta la giornata
Il legame con il territorio passa anche attraverso la scelta delle materie prime.
«Abbiamo lavorato sia sui nostri grani siciliani sia sulla riscoperta delle farine macinate a pietra.»
La produzione è estremamente ampia e copre diversi momenti della giornata.
«Facciamo sia panificazione, sia un po' di piccola pasticceria da forno, poi pizza in tante varianti diverse, sia la romana sia la nostra siciliana.»
La scelta di Neapolis per introdurre la pizza napoletana contemporanea
Nel 2019 Panificio San Giuseppe decide di ampliare la propria proposta introducendo la pizza napoletana contemporanea.
Per accompagnare questo cambiamento Sebastiano sceglie Neapolis.
L'incontro avviene durante un corso professionale organizzato da un rivenditore Moretti Forni.
«L’ho conosciuto lì e poi l'ho scelto. Non avevo dubbi.»
La decisione nasce soprattutto dall'esperienza diretta.
«Avevo già lavorato con il forno serieS di Moretti Forni e mi ero trovato molto bene. Quando ho visto Neapolis, l'ho provato e poi l'ho comprato.»
Oggi il forno viene utilizzato principalmente nel servizio pizza del pomeriggio e della sera.
«Facciamo pizza napoletana contemporanea dalle 16 alle 22.»
Per Sebastiano il punto di forza principale è la qualità della cottura.
«Di forni elettrici ne ho lavorati tanti, ma Neapolis è quello che riproduce fedelmente la pizza cotta come su un forno a legna.»
Un giudizio maturato dopo anni di esperienza.
«Ho girato in diverse realtà, ho lavorato con altri forni. Non c'è paragone.»
Secondo Sebastiano sono proprio le caratteristiche costruttive a fare la differenza.
«Neapolis è avvolto dalla pietra, la cottura è precisa. In più è basso al punto giusto. Un forno perfetto per la contemporanea.»
Prestazioni costanti anche nei momenti di massimo lavoro
Durante il fine settimana il forno sostiene numeri importanti per una realtà che lavora quasi esclusivamente sull'asporto.
«In due ore e mezza devo fare 150 pizze in media.»
Anche sotto carico il comportamento del forno rimane costante.
Non solo pizza
Pur essendo stato scelto per la pizza napoletana contemporanea, Neapolis viene utilizzato anche per altre lavorazioni. «Ci ho fatto il pane a lievitazione naturale e pure i panuzzi catanesi.»
Nel tempo è stato utilizzato anche per altre preparazioni. «Mi capita di fare anche le melanzane o altre verdure grigliate direttamente sul suolo.»
Una versatilità che Sebastiano apprezza particolarmente. «Lo reputo versatile, assolutamente sì.»
Facilità d'uso e consumi sotto controllo
Uno degli aspetti che più lo hanno colpito riguarda la semplicità operativa.
«Se devo dare un voto, ti direi il massimo. Rispetto al forno a legna, poi, non c'è proprio paragone.»
Anche sul fronte dei consumi l'esperienza è stata positiva.
«Sinceramente non ho notato aumenti in bolletta. Molti all'inizio mi chiedevano questa cosa. Io non ho notato differenze.»
Secondo Sebastiano una delle ragioni è la rapidità con cui il forno raggiunge la temperatura di lavoro. «In un'ora, un'ora e venti arriva tranquillamente a temperatura e poi la mantiene. Essendoci la pietra molto spessa, mantiene bene il calore.»
Una visibilità che continua ancora oggi
La partecipazione e la vittoria a Il Forno delle Meraviglie hanno portato una visibilità importante, facendo conoscere Panificio San Giuseppe ben oltre i confini del quartiere. Eppure, nonostante i riconoscimenti, l'identità dell'attività è rimasta la stessa: quella di un forno nato nel 1986, cresciuto insieme al suo territorio e ancora oggi guidato dalla stessa filosofia. Innovare, sperimentare e guardare avanti, senza mai perdere il legame con le proprie radici.