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Archivio Categoria: NEWS

EGO 2026

EGO Food Festival e Moretti Forni: a Taranto l’evento dedicato alla gastronomia e alla pizza contemporanea tra competizione, formazione e sostenibilità

Giunto alla sua ottava edizione, EGO Food Festival trasformerà Taranto in un grande laboratorio dedicato alla cultura del cibo e alla pizza contemporanea. Un appuntamento che riunisce professionisti del settore, pizza chef internazionali, chef stellati e media di riferimento, confermandosi tra gli eventi più rilevanti del panorama gastronomico italiano.   Nato con l’obiettivo di valorizzare la tradizione gastronomica pugliese e italiana, il festival promuove il dialogo tra artigianato, innovazione e territorio, offrendo uno spazio di confronto dinamico e multidisciplinare.   All’interno della manifestazione si inserisce EGO Pizza Fest, con Moretti Forni nel ruolo di main sponsor. L’azienda metterà a disposizione le proprie tecnologie di cottura, tra cui i forni serieS e Neapolis, protagoniste delle attività in programma il 18 e 19 aprile presso l’Arena di Villa Peripato. Qui i maestri lievitisti si alterneranno tra dimostrazioni, incontri e degustazioni aperte al pubblico, trasformando il cuore della città in un palcoscenico dedicato alla pizza contemporanea e ai lievitati artigianali.   Il 20 aprile, nella suggestiva cornice del Relais Histó, si svolgerà la Pizza Competition, tra gli appuntamenti più attesi del festival. Cinquanta pizza chef si sfideranno utilizzando le tecnologie Moretti Forni, davanti a una giuria composta da dieci esperti, tra giornalisti e rappresentanti delle principali guide gastronomiche nazionali, chiamati a valutare tecnica, creatività e qualità degli impasti.   Nella stessa giornata, all’interno della Ego Academy, alle ore 16, la Sala Basilica ospiterà il panel:“Scegliere il Futuro — Etica, identità e responsabilità nella pizza di domani”, mentre nelle giornate di sabato e domenica, alle ore 19, nella cornice di Villa Peripato, spazio a “I salotti della Pizza”, dove pizza chef del calibro di Renato Bosco, Daniele Campana, Massimiliano Prete, Ciccio Vitiello, Raffaele Bonetta, Pierangelo Chifari , Valentino Tafuri, Ivano Veccia, dialogheranno sul futuro del mondo di questo lievitato sempre più identitario.   Protagonista della Sala Bianca sarà infine il forno CORE, al centro delle attività dell’Academy dedicate alla formazione e alla ricerca su farine, impasti e tecniche di cottura. Uno spazio pensato per professionisti e operatori del settore, dove approfondire nuove prospettive per il mondo pizza.   EGO Food Festival — dal 17 al 20 aprile, TarantoScopri il programma completo al link: https://www.egofestival.it/programma/
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serieS ottiene il riconoscimento energetico anche negli Stati Uniti

Da oggi l’efficienza energetica di serieS è stata ufficialmente riconosciuta anche dal mercato USA.  L’ente accreditato della California Frontier Energy ha eseguito i test e rilasciato i report di certificazione.Un risultato che conferma, ancora una volta, il valore della nostra tecnologia orientata alla sostenibilità. Superati i rigidi controlli dell'ente, i modelli S100 e S140, nello specifico, danno accesso ai seguenti programmi di incentivazione (in California, Illinois e Texas): California Instant Rebates Illinois Commercial Foodservice AEP Texas Commercial Foodservice  Grazie a questo riconoscimento, i nostri clienti statunitensi potranno beneficiare di uno sconto istantaneo pari a 1500 dollari per ogni camera di cottura acquistata. Un traguardo importante che consolida la posizione di serieS come riferimento internazionale nella cottura professionale ad alta efficienza.
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Il calore incontra l’Industria 5.0: automazione, efficienza e facilità d’uso

Con Moretti Forni la cottura del futuro senza perdere l’anima tradizionale   Nel mondo della ristorazione professionale la sfida di oggi non è più soltanto fare un buon prodotto: è farlo sempre con la stessa alta qualità, in modo efficiente, sostenibile, con strumenti in grado di semplificare il lavoro. È qui che la tecnologia svolge il suo ruolo.   La visione di Moretti Forni nasce proprio da questa necessità: creare soluzioni che accompagnino i professionisti del food all’evoluzione 5.0, con forni intelligenti ma che mantengano viva l’essenza artigianale del mestiere, agevolando radicalmente la gestione quotidiana.   Oggi chi lavora in pizzeria, pasticceria o panificazione ha bisogno di controllo, automazione, continuità. Inefficienze, interruzioni, tempi morti, consumi eccessivi o risultati non replicabili non sono più tollerati. Moretti Forni risponde con innovazioni che integrano algoritmi intelligenti, controllo digitale avanzato, gestione autonoma dell’energia, ma anche design e materiali pensati per durare nel tempo.   “Con Moretti Forni, è stato amore a prima vista. L’idea di affidarsi a un forno elettrico che, oltre a garantire una cottura perfetta per la pizza napoletana, rappresenta anche un oggetto di design italiano nel punto vendita, era irresistibile.”— Francesco Aimone, fondatore di Mamma Pizza a Las Palmas   La nostra sfida è creare forni capaci di adattarsi ai diversi contesti: dal locale indipendente alle grandi catene, dai laboratori artigiani ai format internazionali. Il concetto di “forno intelligente” oggi con Moretti Forni è una realtà. Significa accensione automatica (anche a distanza), controllo dell’energia in base al carico, adattamento dinamico dei parametri di cottura, suggerimenti in tempo reale su dove infornare, con l’enorme vantaggio di ridurre i margini di errore e aumentare quelli di profitto.   Allo stesso modo l’efficienza energetica non è un bonus, ma una necessità. E i numeri parlano chiaro: fino al 45% in meno di consumo (forno serieX), con una gestione intelligente dei picchi grazie a sistemi di Eco-Standby attivo e Power-Booster.   Il cuore rimane la cottura perfetta con un ecosistema tecnologico pensato per seguire ogni fase della preparazione, dalla precottura fino al Refining®, ovvero l’ultima fase di cottura prima del servizio. È un approccio modulare e smart, che consente di organizzare flussi di lavoro ottimizzati grazie a modalità specifiche: cottura, rigenerazione, Refining® e precottura si possono attivare singolarmente oppure concatenare, con memorizzazione automatica delle impostazioni ideali per ciascuna fase.   Ma l’innovazione non è mai fine a sé stessa. Serve a garantire che ogni pizza, ogni pane, ogni dolce possa uscire dal forno esattamente come l’ha immaginato lo chef. “Abbiamo scelto il miglior forno per pizza che ci sia sul mercato, una tecnologia che rappresenta davvero il futuro.”— Roberto Conti, chef stellato e fondatore di Corner 58 a Milano   Un concetto condiviso anche da Christian Marasca, pastry chef del ristorante stellato Zia a Roma: “Grazie alla tecnologia, serieS mi permette di rendere più leggero il mio impegno quotidiano. Il forno si accende da solo e si spegne da solo.  Non ho dovuto modificare i miei orari e questa è una cosa fantastica.”   Tali testimonianze raccontano bene una nuova idea di cucina: più fluida, meno dipendente dall’errore umano, più sostenibile nel tempo, ma sempre profondamente legata alla qualità del risultato finale. In questo modo, il pizzaiolo o il fornaio hanno un vero e proprio partner di supporto, liberando tempo, energia e risorse che può reinvestire nella creatività, nella ricerca, nel servizio o, semplicemente, nella propria vita personale.   La nostra evoluzione rappresenta un cambio di mentalità. È scegliere di investire su strumenti che migliorino la vita di chi lavora, aumentino il valore percepito dal cliente e riducano l’impatto ambientale.
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Moretti Forni: la cottura non è mai stata così facile

Nell’era digitale, anche la cucina abbraccia il progresso, diventando più sostenibile e a misura d’uomo. Ogni dettaglio del forno, ormai centro pulsante del laboratorio, è oggi gestibile grazie alla tecnologia, che semplifica il lavoro quotidiano e consente più tempo libero, mantenendo alti gli standard di qualità del prodotto e di comfort per l’operatore. Quest’evoluzione ha interessato anche i forni statici che, un tempo, richiedevano esperienza e costante supervisione mentre oggi, grazie all’innovazione, sono diventati altamente accessibili e intuitivi, trasformandosi in veri partner essenziali per il proprio business.   Un forno che si adatta automaticamente a ciò che state cuocendo Immaginate un forno intelligente capace di gestire in totale autonomia la cottura di ogni preparazione in base alla quantità e al calore presente in camera, lasciando al professionista solo il compito di infornare e sfornare. Nel forno serieX, infatti, l’algoritmo si occupa di tutto questo, e un segnale acustico avvisa quando è pronto. Così, senza bisogno di controllare né girare il prodotto, si otterranno sempre risultati impeccabili, evitando sorprese e garantendo in ogni occasione una cottura omogenea. Per ambienti ad alta intensità dove la flessibilità è essenziale E’ proprio in questi contesti che la tecnologia Auto PowerBooster™ dimostra la sua efficacia: quando il forno rileva un carico elevato in una determinata zona della superficie di cottura, attiva automaticamente una riserva di potenza extra, cuocendo ogni prodotto alla perfezione anche nei momenti di maggiore affluenza, garantendo una qualità costante.   Ogni zona della camera di cottura si attiva solo quando e dove serve Con FlexLoad™, il forno identifica automaticamente la posizione del prodotto e riscalda le resistenze corrispondenti, evitando dispersioni di calore. Inoltre, AdaptivePower® modula l’energia necessaria in base alla quantità di prodotto infornato, assicurando che ogni pietanza sia cotta alla perfezione, senza inutili sprechi. Quest’ultima tecnologia è disponibile su tutte le gamme più recenti Moretti Forni che, di fatto, assicurano un risparmio energetico tra i primi della categoria.   Gestione a distanza con lo smartphone  La SmartBaking App consente di connettere i forni e gestirli da remoto. Comodamente dal proprio smartphone è possibile impostare i parametri di cottura, programmare timer e attivare funzioni con un semplice tocco. Inoltre, grazie ai report mensili sui consumi, si può monitorare l’andamento dell’attività e ottimizzare la gestione in modo efficiente e sostenibile. Pulire il forno è diventato pratico e veloce Con PowerCleaning™, infatti, basta programmare la pulizia pirolitica che elimina residui e impurità, garantendo igiene e sicurezza con un intervento minimo. In questo modo a fine servizio il forno si pulisce da solo, senza l’utilizzo di detergenti e altre sostanze chimiche.   Con la tecnologia Moretti Forni, la cucina professionale diventa un ambiente più facile da gestire e sempre all’altezza delle aspettative. Ogni cottura è curata in modo preciso e costante, lasciando spazio alla creatività e riducendo lo stress operativo.
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5 motivi per scegliere un forno statico

Cosa rende davvero perfetta una pizza, una brioche oppure una baguette?L’idratazione dell’impasto? Una corretta lievitazione? La selezione degli ingredienti?Sicuramente il giusto mix di tutti questi aspetti, che non può prescindere però da un elemento fondamentale, necessario per realizzare qualsiasi prodotto a regola d’arte: il calore.Questo, se utilizzato in maniera corretta, può esaltare impasto e farciture o, al contrario, può vanificare tutto il lavoro. Un calore di qualità assicura una cottura omogenea per ottenere un prodotto perfetto, dorato e friabile, con il giusto grado di umidità interna, ma anche più sano e digeribile. Vediamo insieme cinque motivi per cui la scelta della cottura statica può fare la differenza nelle preparazioni.   1. Cottura uniforme e sviluppo perfetto del prodotto All’interno di un forno statico il calore ha origine dalle resistenze elettriche situate sia nella parte superiore (cielo) che inferiore (platea), la loro fine regolazione permette di bilanciare l’intensità del calore secondo le esigenze di ciascun prodotto, sfruttando contemporaneamente la trasmissione per conduzione, irraggiamento e convezione. Queste propagazioni del calore permettono di cuocere senza l’uso di aria forzata, favorendo uno sviluppo in volume omogeneo per prodotti come pane, pizza e prodotti di pasticceria come i grandi lievitati. L’impasto si sviluppa gradualmente, conservando al meglio la sua struttura.Immaginate di cuocere un pane artigianale. In un forno statico, il calore avvolge uniformemente l’impasto, permettendo alla superficie di dorarsi e all’interno di rimanere soffice. Senza movimentazione d’aria, il pane cresce senza “schiacciarsi” o asciugarsi eccessivamente, mantenendo la struttura alveolare ideale. Lo stesso vale anche per diversi prodotti di pasticceria come pasta sfoglia o bignè che, pur non essendo lievitati, aumentano di volume in cottura.Inoltre, la possibilità di regolare cielo e platea con potenze differenti permette di ottenere prodotti con un aspetto più “artigianale”, grazie alle sfumature di colore che si creano naturalmente. Questo si traduce in un prodotto finito con tonalità più varie e un aspetto più autentico, che arricchisce anche il gusto e i profumi, offrendo un’esperienza sensoriale superiore.     2. Umidità interna e texture ideale L’umidità gioca un ruolo fondamentale nella cottura dei lievitati, soprattutto nella fase iniziale di espansione dell’impasto. I forni statici, grazie alla loro struttura e tecnologia, consentono di mantenere il giusto livello di umidità nella camera di cottura. Questo è essenziale per evitare che l’impasto si asciughi troppo rapidamente, permettendo così al cuore del prodotto di rimanere morbido e alla crosta di formarsi gradualmente.Facciamo un esempio: la cottura di una pizza contemporanea. L’umidità all’inizio aiuta l’impasto a espandersi, rendendo il cornicione soffice e arioso. In un secondo momento, il calo graduale dell’umidità favorisce la croccantezza della crosta e la doratura grazie alla reazione di Maillard, dando alla pizza la giusta combinazione di morbidezza e croccantezza.   3. Efficienza e facilità d’uso con i forni statici moderni Un tempo considerati difficili da utilizzare, oggi i forni statici si sono evoluti notevolmente. I modelli avanzati, come quelli di Moretti Forni, offrono interfacce intuitive e programmi di cottura preimpostati che rendono semplice l’utilizzo anche per gli operatori meno esperti. Inoltre, grazie alla coibentazione avanzata, garantiscono un isolamento termico perfetto, minimizzando la dispersione di calore e ottimizzando i consumi energetici, lavorando senza riscaldare l’esterno e senza emettere rumori. Questo si traduce non solo in una cottura altamente precisa, ma anche in un notevole risparmio energetico, contribuendo a rendere l’ambiente di lavoro più confortevole.In una bakery, un forno statico avanzato permette all’operatore di selezionare facilmente il programma per il pane, la pizza o i dolci, ottenendo risultati perfetti senza dover regolare manualmente, ogni volta, la temperatura e/o il tempo di cottura.   4. Miglioramento della conservazione e freschezza La cottura statica offre anche un vantaggio cruciale in termini di conservabilità dei prodotti da forno, grazie alla sua capacità di influenzare positivamente il fenomeno della retrogradazione dell’amido (ovvero il processo per cui l’amido, dopo essere stato ammorbidito dalla cottura, torna gradualmente a indurirsi con il raffreddamento).La cottura statica, con la sua distribuzione graduale e omogenea del calore, permette di controllare questo processo, mantenendo la struttura morbida più a lungo rallentando l’indurimento.Prodotti da forno come le brioche, il pane, i grandi lievitati o le focacce resteranno freschi per più tempo, senza la necessità di particolari conservanti. 5. Valorizzazione delle proprietà tecniche degli impasti La cottura statica valorizza le proprietà di elasticità ed estensibilità (proprietà reologiche) dell’impasto, fondamentali per la qualità dei prodotti come la pizza e gli altri lievitati.Caratteristiche cruciale per ottenere una texture ideale nel prodotto finito che mantiene la sua forma e consistenza. Per una pizza, un impasto ben bilanciato che preserva queste proprietà è fondamentale per ottenere una pasta sottile ma con un bordo soffice. Un forno statico permette a queste proprietà di mantenersi in cottura, garantendo un risultato perfetto. Il calore è un fattore cruciale per il successo di ogni preparazione.La cottura statica rappresenta una scelta strategica per garantire risultati eccellenti. Che si tratti di pizza, pane, pasticceria o grandi lievitati, questa tipologia di processo permette di ottenere prodotti perfettamente cotti con una qualità organolettica-sensoriale superiore.Una soluzione ideale per chi cerca il meglio nelle preparazioni da forno.    
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Il solution provider che unisce avanguardia e sostenibilità

Come l’azienda risponde alle esigenze delle grandi catene Una delle prerogative di Moretti Forni è replicare l’alta qualità di cottura, ovunque, facilmente ed in maniera sostenibile. Quando si parla di catene di ristorazione o grandi strutture con necessità particolari, riuscire ad assicurare una replicabilità e unificazione dei processi per rispettare gli standard desiderati, è fondamentale per garantire un risultato che sia sempre rispondente alle esigenze del cliente. Per questo, importanti realtà come Autogrill, Coop, Eataly, Rosso Pomodoro, Despar, Hilton, Pizzium, Royal Caribbean, Carnival Cruise Lines e molti altri, si sono affidate alle avanzate tecnologie di Moretti Forni, per assicurarsi processi fluidi e sicuri. In questo l’azienda si è consolidata come un solution provider che unisce avanguardia e sostenibilità, offrendo ai suoi clienti la tranquillità di sapere che gli iter di lavorazione saranno sempre efficienti e all’altezza delle aspettative.
Learn And Bake 2024

Partita la quarta edizione del progetto “Learn And Bake”

Venti giovani diplomati dei migliori istituti alberghieri d’Italia sono arrivati a Mondolfo (PU) per formarsi all’Accademia della Cottura di Moretti Forni.   È iniziata questa mattina la quarta edizione del progetto “Learn And Bake”, un appuntamento ideato da Moretti Forni che si è consolidato negli anni attraverso un impegno costante aziendale nel valorizzare i talenti emergenti della ristorazione italiana. L’obiettivo è fornire un’alta formazione sulla conoscenza e la gestione del calore perfetto, grazie alla docenza di grandi Maestri del settore e alle tecnologie all’avanguardia sviluppate dall’azienda.  Un corso di pizzeria e un corso di pasticceria professionali coinvolgeranno, infatti, 20 brillanti studenti e studentesse provenienti dai migliori Istituti Alberghieri d’Italia, selezionati per la loro passione, impegno, capacità e desiderio di crescita professionale.  Ad inaugurare questa quarta edizione, la prima classe di pizzeria che avrà modo di confrontarsi con i Maestri pluripremiati Renato Bosco, Diego Vitagliano, Mirko Petracci e Gabriele Baldi. Dall’8 all’11 ottobre, invece, altri 10 ragazzi frequenteranno il corso di pasticceria con il rinomato Maestro pasticcere Mauro Morandin.    Il progetto vede un investimento di 75 mila euro da parte dell’azienda per offrire ai partecipanti un corso intensivo di oltre 30 ore di formazione teorica e pratica, garantendo ai giovani tutto il materiale formativo e l’ospitalità completa per l’intera durata di ciascun corso.  Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il CEO di Moretti Forni, Mario Moretti, il sindaco di Mondolfo, Nicola Barbieri, il Preside dell’Istituto “Santa Marta” di Pesaro, Prof. Roberto Franca e i Proff. Sartini e Casali in rappresentanza dell’Istituto Alberghiero “Einstein – Nebbia” di Loreto.    “Per noi è un grande orgoglio avervi qua, perché siete il futuro di un mestiere bellissimo”, ha dichiarato Mario Moretti, “oggi inauguriamo il corso di pizzeria, un mondo che negli ultimi anni ha avuto un’evoluzione pazzesca, con delle eccellenze che l’Italia ha portato nel mondo intero. Siamo particolarmente orgogliosi di contribuire a portare questo messaggio di qualità, collocandoci tra i primi nel settore sia per numeri che per innovazione, e ci piace farlo proprio da qui, dalle Marche, da Mondolfo, verso tutto il mondo.”   A questo ha fatto eco il sindaco Barbieri, intervenuto a salutare i ragazzi: “Benvenuti nelle Marche, nel comune di Mondolfo, in questa fantastica azienda, leader mondiale, orgoglio di tutta la nostra comunità e della Regione intera. Questo è un progetto molto importante, giunto alla quarta edizione, che permette sia di avvicinare la scuola al mondo del lavoro, sia ai ragazzi di fare una grande esperienza, studiando con i più grandi professionisti, valore aggiunto di questo progetto. Grazie a Moretti Forni per la sensibilità che mette nella crescita e nella formazione dei ragazzi: valori perseguiti “non solo a parole” ma dando vita a un progetto concreto sul nostro territorio”.  I corsi sono patrocinati dall’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto e in collaborazione con RENAIA (Rete Nazionale Istituti Alberghieri).   Le scuole coinvolte in questa edizione sono: IPSEOA “V. Gioberti” di Roma, IISS “Giuseppe Greggiati” di Poggio Rusco (Mantova), CFP Enaip di Tione (Trento), Istituto Professionale di Stato “F.Martini” di Montecatini Terme (Pistoia), IISS “Andrea Mantegna” di Brescia, Istituto Superiore per il Made in Italy di Noventa Padovana (Padova), IIS “Almerico da Schio” di Vicenza, IIS “Alfredo Panzini” di Senigallia (Ancona), IIS “Einstein – Nebbia” di Loreto (Ancona), IISS “Piera Cillario Ferrero” di Alba (Cuneo),Cooperativa Sociale In-Presa di Carate Brianza (Monza e Brianza), IIS Mancini-Tommasi-Todaro-Cosentino di Cosenza, IPSSAR “S. Marta” di Pesaro, IIS “A. Farnese” di Caprarola (Viterbo), IPSSEOA “S. Savioli” di Riccione (RN), IIS “A. Motti” di Reggio Emilia.  “Learn And Bake” continua a rappresentare un’occasione unica per i giovani talenti italiani per mettersi alla prova, imparare dai maestri e prepararsi a diventare i futuri protagonisti della ristorazione e della pasticceria di qualità.    Ufficio stampa Moretti Forni  press@morettiforni.com|3423975894|0721-96161| 
Libro per merito

Per Merito “Intervista Dott. Mario Moretti”

Pensare controcorrente   “Conosci te stesso” è la celebre massima apollinea che esorta a sperimentare la propria natura più intima. Realizzarsi, quindi, per i nostri avi significava cercare nel profondo di sé la verità, che è il luogo dove il corpo e l’anima si incontrano. Il tempo trascorso dalla nascita di questo monito non ci è stato lieve, però, perché molti insegnamenti sono andati perduti e la società occidentale sembra aver smarrito profondità e leggerezza. Il passato, infatti, non sembra esistere più e ci ritroviamo a vivere in un presente senza più confini, nel quale l’idea di futuro non passa più attraverso la costruzione di un senso, attraverso i piccoli passi che giorno dopo giorno ci avvicinano agli obiettivi che ci siamo posti.   A causa di questo scollamento anche l’individuazione e il riconoscimento del merito creano evidenti difficoltà: il merito, infatti, non può riguardare solo il risultato, ma dovrebbe attenere anche al concetto di emancipazione individuale al fine di raggiungere la versione più matura di se stessi da mettere a disposizione della collettività e di una convivenza più equa. Per poter compiere un passo verso tale sviluppo bisogna innanzitutto ricominciare a prestare attenzione al significato delle parole: se interpretiamo il merito come mera premialità, perdiamo il senso della continuità del processo evolutivo. Sarebbe invece più proficuo vivere tale concetto non al participio passato, e domandarsi sempre: mi sto meritando il ruolo che ricopro?   Questa domanda permette di interrogarsi su quali prerogative e caratteristiche dovrebbe avere una leadership. Un vero leader dovrebbe mettersi costantemente in discussione perché consapevole che il futuro inizia dal presente e dovrebbe tenere conto che la fiducia e l’autorevolezza vengono riconosciute solo quando si è in grado di intercettare le esigenze e le istanze della società civile o della propria azienda e del mercato.   Eppure meritarsi il presente è un concetto estraneo al nostro modo di percepirci e orientarci. Il modello che la nostra società offre, infatti, è adeguato da un punto di vista di formazione professionale, sia universitaria che specialistica, ma presenta delle lacune che mettono in evidenza un grande vuoto: l’assoluta mancanza di attenzione e approfondimento della coscienza o consapevolezza di sé. Vengono così trascurati gli strumenti che sono alla base di ogni tipo di relazione umana, professionale e di convivenza civile. Ma un sistema che voglia promuovere una leadership deve dare priorità a tutti gli aspetti della persona.   Va da sé che fare impresa significa creare un prodotto per trarne profitto, ma questo assoluto a volte va a discapito delle responsabilità d’impresa, ovvero la gestione delle problematiche di impatto sociale ed etico. Tra esse ricopre un ruolo di rilevante importanza la responsabilità di innovare, intesa come impegno a creare qualcosa in grado di migliorare una situazione preesistente. La nostra azienda, ad esempio, da generazioni, ha come obiettivo non solo fornire prodotti sempre più efficienti dal punto di vista della sostenibilità energetica ma anche dal punto di vista della qualità del lavoro dei nostri stakeholder, supportando con le nostre tecnologie un bilanciamento più equilibrato tra vita e lavoro. Per fare ciò, ritengo che sia necessaria non solo umiltà, ma anche capacità di ascolto profondo: umiltà nel senso di restare sempre in contatto con se stessi per poter riconoscere i propri limiti e innescare così un processo di sviluppo e miglioramento, e capacità di ascolto nel senso di restare sempre aperti per poter cogliere esigenze e opportunità.   Nella nostra visione d’impresa, inoltre, condividere le nuove tecnologie è un atto fondamentale, perché crediamo che la diffusione di un nuovo linguaggio o di un nuovo strumento aiuti a migliorare la società tutta. Un’azienda che crede nei propri valori e nella propria mission non deve lasciarsi spaventare dalla condivisione. La leadership di chi per primo immette sul mercato un prodotto all’avanguardia permarrà, infatti, anche nel caso in cui metta a disposizione il proprio know-how, perché l’azienda verrà sempre riconosciuta come la prima ad aver sperimentato quel prodotto o quel linguaggio specifico. Il principio di diffondere il più possibile il proprio sapere permette che tutti siano nella condizione di beneficiare dello sviluppo tecnologico e delle nuove scoperte quale bene intrinseco e di contrastare così la cultura di matrice tendenzialmente protezionistica ancora presente in Italia.   La visione più aperta di imprenditore è difendere sì i propri margini di guadagno, tenendo in considerazione la salute dell’azienda e dei suoi dipendenti, e al tempo stesso diffondere una consuetudine al linguaggio dell’innovazione. Un contributo al cambiamento è superare le proprie paure e non proteggere il proprio patrimonio intellettuale. Dobbiamo sforzarci di stimolare un cambiamento di paradigma e tentare di diffondere la cultura dello scambio.   Se si cambiasse, infatti, il modello formativo, integrando anche lo studio e l’indagine del sé, si riuscirebbero a trovare soluzioni in tempi più rapidi e in modi più efficaci. E questo varrebbe anche per l’organizzazione e amministrazione di uno stato, di cui le aziende sono dei modelli.   L’inaridimento della classe dirigente, sia politica che imprenditoriale, è dovuta non solo alla mancanza di una visione e all’estraneità ai concetti di coscienza e di consapevolezza di sé ma anche al diverso significato che viene attribuito alla dignità del ruolo che si ricopre. Ricordo sempre Aldo Moro in spiaggia vestito di tutto punto: è un’immagine che, sebbene anacronistica, racconta ancora della serietà e del rispetto che veniva riconosciuto al ruolo delle istituzioni. I nostri attuali dirigenti, invece, recitano a soggetto (improvvisano), non si sentono responsabili della collettività e hanno la tendenza a gestire solo ciò che può essere utile alla logica del consenso. Eppure gli eletti non dovrebbero approfittare della loro posizione privilegiata ma essere d’esempio, in quanto a una maggior responsabilità corrisponde il dovere di mettersi al servizio degli altri. Anche tra gli imprenditori, ce ne sono alcuni che vengono definiti dal marketing promozionale “illuminati”, in realtà non stanno creando le basi per una leadership: stanno semplicemente proteggendo se stessi e prestando il fianco al sistema generale e ai suoi funzionamenti intrinseci.   Ecco che il vero dilemma della nostra società è capire innanzitutto come costruire il merito: non basta l’esempio, ma si deve anche instillare uno spirito critico, che non significa fare polemica su tutto ma mettere in discussione ogni cosa, come nel metodo della falsificabilità di Popper. Avere spirito critico vuol dire puntare sia sull’intelligenza, ovvero la capacità di leggere tra le righe, che sulla coscienza, ovvero l’attitudine all’ascolto di sé e degli altri. Il nostro sistema sociale, invece, non fa altro che illuderci su tale argomento, perché il libero arbitrio oggi trova il suo modo di esprimersi solo nella possibilità di personalizzare un bene o un prodotto, seguendo però degli schemi già prestabiliti. Come ha scritto il filosofo Mark Fisher, nel suo saggio “Realismo capitalista”: il capitalismo ha colonizzato i sogni delle persone. […] Quello con cui abbiamo a che fare oggi è la precorporazione: la programmazione e la modellazione preventiva, da parte della cultura capitalista, dei desideri, delle aspirazione e delle speranze”. In altre parole siamo la carne di cui si nutre il sistema.   Si dovrebbe, al contrario, aiutare le persone a cercare davvero la propria unicità e non adattarsi a prodotti preconfezionati. A questo possiamo aggiungere anche un’altra considerazione: sempre più diffusa è la tendenza a sentirsi persi senza l’aiuto degli strumenti tecnologici, come device e applicazioni; bisognerebbe, invece, tornare a indagare la capacità di trovare soluzioni pratiche, l’arte di arrangiarsi, in modo da poter sperimentare la propria soluzione e non adattarsi a quelle definite e proposte da altri. In un articolo apparso sul “Die Zeit”, un settimanale tedesco dedicato all’analisi politica e sociologica, la psicologa cognitivo-comportamentale Eva-Lotta Brakemeier ha spiegato che dopo anni di studi e analisi è oramai evidente che non esiste davvero un paziente medio in ambito medico e scientifico, e che ognuno reagisce a stimoli e cure in un modo del tutto soggettivo. Ecco perché le nuove frontiere della ricerca stanno facendo “una cosa finora impensabile: mettere insieme il meglio di metodi diversi, assemblando una specie di cassetta degli attrezzi per la cura dello spirito, che infonde nuove speranze a pazienti e tarapeuti”. Ciò ci permette di affermare che se non fossimo così abituati a dare per scontato che il nostro modello sia il migliore, saremmo in grado di allargare il nostro sguardo per orientarlo verso altre culture, dalle quali potremmo apprendere o recuperare valori e metodi di funzionamento.   Così come dovremmo augurarci che la minoranza creativa imprenditoriale si dissoci prima o poi dai modelli associativi e corporativi, e che inizi a pensare e sperimentare autonomamente, tentando di far saltare il sistema lobbistico che guida sempre più imprese e stati. A ben guardare, infatti, oggi siamo abbastanza carenti da un punto di vista decisionale. Le disposizioni che ci vengono date dal nostro apparato istituzionale non sono sufficientemente adeguate al contesto, essendo noi carenti a livello di politica internazionale e considerando che le decisioni non vengono più prese in ambito politico e geografico, ma in ambito economico. Ecco perché dovremmo puntare sulla creazione di un movimento che parta dal basso e che accomuni persone che condividono gli stessi valori e l’intenzione di non cedere mai alle lusinghe del sistema. In Italia, ad esempio, abbiamo il vantaggio di possedere una grande creatività e questo potrebbe risultare utile nella ricerca di schemi meno rigidi e di soluzioni alternative per creare così una comunità di intenti virtuosa.   Per scongiurare, quindi, il rischio di non riuscire a creare un nuovo sistema ed essere facilmente ricattabili, abbiamo il dovere di ricalibrare il focus. Per liberarci del conformismo esasperato dobbiamo scoprire cosa vogliamo veramente e non continuare a trovare nuove forme di adattamento a dei modelli che non ci rappresentano e che non tengono conto delle nostre esigenze individuali. Dobbiamo allenarci giorno dopo giorno a essere aperti e critici per poter ricominciare a dire no, per mettere in discussione ciò che ci circonda in un’ottica di miglioramento, di sviluppo reale, di superamento dei nostri limiti.   Bisogna reagire alle diverse forme di inquinamento intellettuale, che ci relegano nel disagio costante di essere pilotati e condizionati; bisogna ritrovare il coraggio di non lasciarsi più trasportare dalla corrente. Se l’innovazione non sarebbe stata possibile senza imprenditori ostinati, allora pensare controcorrente potrebbe essere una via di fuga dal processo inesorabile innescato dalla nostra cultura e uno stimolo a immaginare un futuro più a misura di essere umano.
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